Lucicuce: sembra una favola, ma invece è realtà!

E’ un mondo magico fatto di bambole di pezza chiamate Camille, di coniglietti Doudou con tutu rosa e pantaloni blu. Di passione per il cucito nato dalla vecchia macchina da cucire Singer a pedale della nonna. E’ una passione che Lucia, in arte Lucicuce, coltiva da quanto ha sei anni e che oggi è diventato il suo vero lavoro. L’abbiamo intervistata per voi e credetemi, vi farà venire voglia di mettervi all’opera!

lucicuce - supercutblog

Il cucito: la passione

Ciao Lucia! Prima di tutto puoi presentarti alle lettrici di Supercut?

Ciao sono Lucia, ho trentun’anni e sono bresciana d’adozione. E sì perché sono nata a Benevento ma dopo aver girato un po’ tutta l’Italia con la mia famiglia sono approdata a Brescia per i miei studi di teatro e arti performative. Qui ho trovato l’amore e dopo la laurea ho “piantato la tenda”!

Com’è nata la tua passione per il cucito e il fatto a mano?

Ricordo che fin da piccolina ero profondamente attratta dalla vecchia macchina da cucire Singer a pedale di mia nonna, conservata nella stanza in fondo al corridoio. Oserei dire che il mio primo approccio al cucito fu di tipo ingegneristico. Infatti, mi affascinava tantissimo vedere il movimento dell’ago creato dalla spinta del piede sul pedale e dal vecchio filo di cuoio tenuto insieme da un punto di ferro.

Io e le mie sorelle osservavamo la nonna, la mamma e la zia a lavoro e fu naturale chiedere di poter imparare. Fu così cha a sei anni ci insegnarono ad usare quella macchina da cucire. Il primissimo progetto fu una gonna a ruota con elastico in vita. Ricordo ancora la fantasia e il colore…

Ma comunque sia la mamma che la nonna, così pure come alcune parenti da cui trascorrevamo l’estate da piccole, avevano un grandeamore per il cucito e il ricamo, sicché era una cosa normale passare alcune ore del giorno a rammendare i calzini con l’uovo di legno, a ricamare fiori e foglie su fazzoletti e cuscini, ad accorciare pantaloni troppo lunghi…

Avevamo anche ereditato un’enciclopedia anni ’60 della zia che si chiamava l’Enciclopedia della Fanciulla, insegnava a realizzare un sacco di progetti creativi… E’ stata una vera fonte di ispirazione!

Il Blog Lucicuce: sewing creations

Perchè hai deciso di aprire un blog?

Ho aperto il mio blog nel novembre del 2012. In quel periodo lavoravo in uno dei laboratori informatici dell’Università Cattolica di Brescia e mi capitava di ascoltare le lezioni di blogging di Fabio Serenelli. Le quattro chiacchiere scambiate con lui mi hanno aperto un mondo ed un modo nuovo di pensare: nella rete mondiale io potevo condividere con tutti qualcosa della passione che più mi stava a cuore in quel momento, il cucito.

Lucicuce poi era titolo che una mia amica aveva dato ad una foto che mi aveva scattato mentre cucivo un pupazzetto di feltro. Trovavo la parola molto musicale, quasi fosse uno scioglilingua, ed è venuto quasi automatico dapprima firmare le mie piccole creazioni con questo nome e poi sceglierlo come titolo per il blog.

Logo lucicuce

Se penso a questi anni come blogger vedo come è mutato il mio lavoro. Gli strumenti tecnici che ho sono sempre gli stessi: la stessa macchina fotografica ormai desueta, una Coolpix Nikon, lo stesso pc, e la stessa macchina da cucire. Ma a poco a poco il mio lavoro sta diventando più professionale. Penso che il guardare altri blog, altri siti e diverse riviste, affini lo sguardo e il gusto, quindi si diventa sempre più padroni di quello che si vuole e ci piace. No?!

Ora per le foto ad esempio, chiedo a mio marito di aiutarmi. Non è un professionista, ma è l’unico da cui mi faccio fotografare ed è l’unico che mi scatta foto decenti! 😉 Quando fotografo i bambini accanto alle mie creazioni, invece, faccio firmare alle famiglie la liberatoria sulle immagini. Penso sia un modo per fare le cose seriamente.

Ci puoi spiegare come cuci?

Quando mi sono laureata mia suocera mi ha regalato una macchina da cucire Singer Inspiration, e da lì che è ricominciato tutto.

Ma la macchina era proprio un po’ basic e man mano che aumentavano le mie esigenze è diventato necessario cambiare lo strumento. Così dopo un anno sono passata ad una Bernina-Bernette 25, elettronica. Mi convinsi ad acquistare questa Bernette dopo aver visto un video su Youtube in cui si vedeva che la macchina funzionava anche dopo essere stata quasi del tutto bruciata! Ha un sacco di punti e quindi per ora riesco a lavorare senza la taglia cuci.

Non avendo ancora bambini, ho requisito un’intera stanza della casa e durante tutto il giorno lavoro lì. A poco a poco la stiamo arredando in base alle mie esigenze e per questo motivo conservo ancora tutte le stoffe in scatole di plastica trasparenti.

stanza cucito lucicuce

Però trovo che sia un metodo molto semplice per classificare e trovare le stoffe. Quelle stoffe americane sono divise addirittura per colore e hanno il loro posto assegnato in alto sulle mensole, perfino sopra i cartamodelli e alla Singer. Le altre invece sono divise per materiale: lane, lino, cotone, magline.

L’oggetto da lavoro però di cui vado più fiera è il tavolo che ci siamo costruiti io e mio marito partendo da quattro pallet e una lastra di Lexan. Il piano misura 1,20×1,60m e seppur sia così grande è sempre carico di mille stoffe, oggetti e strumenti. Così spesso finisco per tagliare la stoffa sulla penisola in cucina!

Nella stanza del cucito ho anche la radio. Ma non l’ascolto sempre. Vado a periodi. Se ho bisogno di stare molto concentrata preferisco il silenzio. Se, invece, lavoro ad un progetto lungo e ripetitivo preferisco alleggerire il tutto con la musica. Ma generalmente ascolto i miei pensieri e le voci della strada!

Stanza cucito

Mi piace cucire di tutto, anche se la mia passione sono i progetti per i piccoli. E’ pensando a loro che riesco a coniugare la poesia con la stoffa.

Non ho un materiale preferito rispetto ad un altro, ma sicuramente lo scelgo le stoffe di origine naturale. Non mi piacciono molto, infatti, il poliestere e tutti quei tessuti sintetici derivanti dal petrolio. Quando scelgo un tessuto mi piace farmi ispirare dalle forme, dai colori e dalle trame. Potrei stare ore ed ore dentro un negozio di stoffe.. !

Quindi generalmente scelgo prima il tessuto e poi il modello da realizzare. Ma devo dire che mi capita anche il caso contrario. Come è successo per il cartamodello Belladone di Deer&Doe. Mi pace tantissimo il suo stile!

belladone Deer&doe

Naturalmente se confeziono un abito per me è tassativo che lo indossi. Magari non ho molte occasioni per mettere quelli eleganti confezionati con stoffe un po’ particolari o magari c’è n’è qualcuno a cui sono più affezionata e che indosso di più, ma li metto tutti. Mi piace poter dire: I made my clothes! 😉

Dove trovi ispirazione? Segui blogs, siti o forum di cucito?

Assolutamente sì! Trovo che sia molto stimolante condividere e osservare con attenzione il lavoro altrui. Con Bloglovin’ riesco a trovare e seguire sempre nuovi blog. Devo constatare che i paesi anglofoni sono anche quelli più propensi a condividere miriadi di progetti e tutorial, anche gratuiti.

Per citarne un paio che seguo da diversi anni, Sew Mama Sew e The Purl Bee. E poi naturalmente seguo i blog delle ragazze dell’ItalianSewing Meetup e qualcun altro legato più al cucito creativo.

Cosa pensi del “cucito in Italia vs il cucito fuori dall’Italia”?

Beh, quando chiacchieri con le persone quotidianamente e dici che cuci ti guardano come se fossi un marziano. Ma davvero? – ti dicono – ormai non c’è più nessuno che lo fa. E invece non è vero! Solo perché chi cuce lavora nell’anonimato, o perché noi non lo conosciamo direttamente, non significa che la passione non sia diffusa, anzi! Solo tra Brescia e il mio paese posso contare almeno una decina di corsi, più o meno gratuiti, più o meno professionalizzanti, a cui partecipano donne e uomini molto volenterosi.

Le differenze del cucito in Italia e il cucito fuori dal Paese penso siano legate alla propria cultura, alle proprie tradizioni e, nell’era 2.0, penso riguardino soprattutto la condivisione massiva di progetti via web e la possibilità di acquistare un cartamodello fatto e finito che non sia di Burda o de La mia boutique. Ma le cose stanno cambiando anche qui. Penso solo al bel lavoro che stanno facendo Nicoletta di DiNuvoleDiCuori e Francesca di Atelier Vicolo Numero 6.

L’Italia è un Paese di artigiani, artisti e trafficoni, che forse anche grazie alla crisi economica, si stanno mettendo in gioco inventandosi nuovi lavori e spazi di condivisione creativa. Basta guardare quanti nuovi gruppi di cucito nascono ogni mese su Facebook!

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