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Annie Coton: il cucito è uno stile di vita

Annie Coton

Ci sono tre passioni che accomunano Supercut con la nostra ospite di oggi: il cucito, la Francia e l’Italia. Abbiamo il piacere di presentarvi Anne-Sarah, in arte Annie Coton, una famosa blogger parigina che appassionandosi al cucito ne ha fatto il suo stile di vita.
Non solo, il suo amore per il Bel Paese è tanto forte che spesso scrive post in lingua italiana, rendendoci orgogliosi delle sue bellissime creazioni realizzate con i tessuti di Supercut.

(Nota. Annie ha risposto da sola in italiano a tutte le nostre domande – non abbiamo toccato niente (ah ah anche perchè non sono migliore di lei) – e questo di sicuro merita un bel applauso – anche se virtuale!)

Passione per il cucito

Ciao Annie, prima di tutto puoi presentarti alle lettrici di Supercut?

Ciao a tutte! Sono Anne-Sarah, la ragazza trentenne del blog di cucito anniecoton.fr.
Nella la vita reale, vivo a Parigi con mio marito ed il nostro grande cane di cinquanta chili. A tale riguardo, tengo a precisare che il mio cane sia un prodotto “DOP” della bella Puglia
Dopo aver fatto l’avocato civile, ho deciso di cambiare la mia vita professionnale e di fondare un’impresa. Vi do un indizio sul mio progetto: tra poco, verrà lanciata la versione italiana di questa idea!

Com’è nata la tua passione per il cucito?

Ho iniziato a cucire tre ani fa. Nella mia famiglia, sono la sola e unica sarta. Mia madre e mia sorella hanno orrore di questo tipo di attività. Mio padre, invece, sembra molto interessato e sono sicura che potrebbe mettersi a cucire! Quanto a mio marito, trova che non ci siano mai abbastanza tessuti nelle mie scorte. E’ sempre entusiasta quando mi accompagna a fare compere.

Ho imparato sola: all’inizio, non capivo come funzionasse la macchina e come far procedere il tessuto sul piedino. Per più di un anno, ho solo cucito abiti che sono degni di aver posto nel mio museo personale degli orrori.

Poi, ho iniziato a rendermi conto che non devevo aver fretta di finire un progetto. Mi é scattato qualcosa e poi sono diventata ossessianata per le finiture. Paradossalmente, ho l’impressione di cucire piu velocamente da quando ho a disposizione più tempo! E da li, ho avuto voglia di seguire corsi di cucito online sul sito web americano Craftsy. A dirla breve, sono diventata una vera appassionnata di cucito e ormai posso seguire corsi che riguardano tutti i temi possibili!

Il blog di cucito

Perchè hai deciso di aprire un blog di cucito?

Il blog é il seguito logico della mia passionne per il cucito. Quando ho iniziato a migliorare, ho avuto voglia di condividere le mie difficoltà e quello che avevo imparato. Per di più, mi piace anche scrivere e fare la fotografa: un blog era la migliore manera di esprimere la mia creatività. Non mi sento costretta a seguire un tipo specifico di blog: ad essere sincera, all’inizio credevo che nessuno lo legesse perche tutti i miei articoli sono dei pesanti tomi che io stessa trovo noiosi.

Ho deciso di aprire questo blog sei mesi dopo la mia iscrizione ad Instagram. Prima non ero un grande utente di social media… ma é tutto il contrario da quando ho iniziato a cucire. Il mio blog e Instagram mi hanno permesso di incontrare le persone che condividono la stessa passione per il cucito in Francia e all’estero.

Poichè ho un temperamento discreto, volevo creare un personagio ed un’identità paralleli alla mia vita “virtuale”. Ho chiesto a mio marito di trovarmi uno pseudonimo. Per aiutarlo, gli avevo dato delle foto che mi piacciono.

Ed eccolo!

In francese Annie é un nome un po’ rétro, derivato del mio primo nome, “Anne”. Coton significa “cotone”. Per un francese, “Annie Coton” ha una consonanza un po’ “vintage”, un po’ parigina, un po’ beffarda… in ogni caso, é come io vedo la parte di me che incarna Annie Coton. Lo so, sono un po’ schizofrenica. Nella vita reale, anche se tutte le mie “amiche di cucito” conoscano il mio vero nome, mi chiamano comunque “Annie”.

Dal punto di vista technico, come ti organizzi per fare le foto per il tuo blog?

Non avevo mai imaginato il tempo servisse per curare regolarmente un blog! Ho la fortuna di avere i due megliori fotografi che una donna possa sognare: mio papà e mio marito!

Cerco sempre di prevedere l’atmosfera ed il luogo delle foto in funzione di ciò che mi ricorda l’abito. Dopo, devo cercare di evitare il brutto tempo. Purtroppo, in inverno a Parigi il tempo é triste e nuvoloso…almeno la maggior parte delle volte, quando decido di uscire per fare le foto, comincia a diluviare. Mi ricordo che per le foto del capotto “Quart” di Pauline Alice, io e mio padre abbiamo preso l’influenza a causa della pioggia fredda di dicembre.

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Ci puoi spiegare come cuci?

Cucio da 6 a 20 ore ogni settimana. La maggiore parte del tempo, sono abituata a cucire la sera, dopo le nove e nel week-end. La parte più difficile è l’organizzazione del mio tempo di cucito: é il fatto che cucio a Parigi durante la settimana, nel mio piccolo appartemento e in campagna durante il week-end nella la casa dei miei suoceri dove ho la fortuna di avere un grande “atelier”.

Alla fine di ogni settimana, devo trasportare il cane (di cinquanta chili), la macchina di cucire (di tredici chili), la tagliacuci (di nove chili) e la mia valigia piena dei tessuti….Ogni volta faccio impazzire mio marito.

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In campagna, abbiamo fabbricato un tavolo da taglio: é l’unica volta che ho usato davvero un’idea trovata su Pinterest. Il tavolo é composto di otto tavolini da caffé che si trovano all’ Ikea (4€ a tavolino). (Si trova anche sul sito Ikea Hackers). Il resultato mi piace molto perche le dimensioni sono perfette e c’è posto anche sotto il tavolo per custodire la scorta di tessuti in piu.

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La maggior parte delle volte quando cucio guardo una serie Tv: Downtown Abbey mi sembra l’ideale per cucire in dicembre. Spesso scelgo di guardare un film italiano cercando di migliorare la lingua guardando dei grandi classici: Morte a Venizia, la Dolce Vita, la Strada, Senso, Armacord etc…Curiosamente le mie passioni per il cucito e l’Italia sono correlate. Magiari perchè queste sono due attività che imparo da sola? É per questo che a volte cerco di riassumere in italiano i miei articoli.

Nei miei sogni più belli, sono una sarta molto organizzata…nella vita reale, metto in ordine il mio “atelier” prima di iniziare un nuovo progetto e due ore piu tardi la mia stanza sembra ad un campo di battaglia.

Da poco, cerco di scegliere e comprare il mio tessuto in funzione del cartamodello perchè non ho piu spazio per immagazzinare i miei preziosi tessuti. Sono stanca di dover innescare un’apocalisse ogni volta che voglio trovare un tessuto nella mia riserva.

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Cerco anche di creare un sistema per classificare i cartamodelli e i tessuti. Per i cartamodelli, Pinterest sembra essere una soluzione efficace ma per i tessuti, non riesco ad aggiornare la mia scorta.

Ho iniziato a cucire con Burda e la Mia Boutique che compravo ogni volta che andavo in Italia. Ma quando ho scoperto i designers comePauline Alice, Aime Comme Marie, Colette, Grainline, Thread Theory o République du Chiffon, (ed ora gli italiani come Di nuvole di cuori oAtelier Vicolo 6 ) non ho mai più ricalcato un cartamodello da La Mia Boutique o Burda.

Devo anche amettere che sono davvero riuscita a fare progressi grazie alle “designers independenti”: trovo che le spiegazione siano più chiare, meno complicate delle spiegazioni di Burda…

Da poco, compro la nuova rivista belga La Maison Victor. Ci sono meno modelli di Burda ma é piu facile da ricalcare. Le spiegazione sono chiare e detagliate: la Maison Victor va consigliata tra le riviste di cucito.

Ormai metto quasi tutti i vestiti che cucio. Non posso predere quelli che sono i miei preferiti ma ho notato che c’é una vera storia d’amore tra i modelli di Pauline e io: i vestiti Cami, il capotto Quart e il vestito Xerea li indosso ogni settimana. Mi piace anche molto la camiciaMadame di Aime comme Marie, cucita nella la meravigliosa seta Liberty presa da Supercut. Ho anche fatto due tute “Dominique” di République du Chiffon che metto spesso in questo momento.

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Segui blogs, siti o forum di cucito? Libri? Se si, quali sono i tuoi preferiti?

Seguo numerosi blogs francesi, italiani ed anglosassoni. In francese, per esempio, non perdo mai un articolo di “Le Coussin du Singe” e di “l’Annexe Dilettante”. In italiano, il mio trio preferito é composto dal blog di la talentuosa Sacha (Fruits Flowers and Clouds) e dell’unica“sewing princess”, Silvia e del blog di Nicoletta, “Di nuvole di cuori”.

Do periodicamente un’occhia sul forum cucito francese Thread and Needles. Questo é un sito comunitario dove si possono pubblicare le foto delle creazioni in una galleria. Certo, si possono vedere tutte le creazioni delle altre ragazze. Su questo sito, si possono anche chiedere consigli nella parte “forum” ed organizzare incontri. Sono certa che le sarte italiane sarano accolte a braccia aperte anche su questo sito!

Ho un solo libro di cucito che uso spesso. Si chiama l’Encylopédie de la couture di Alison Smith. Questo libro é molto illustrato. Tutti gli aspetti tecnici sono affrontati molto bene. Non ho trovato la versione italiana di questo libro ma il suo contenuto é abbatanza chiaro per essere capito anche se non si parla francese.

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Cosa pensi dal cucito in italia vs il cucito fuori dall’italia?

E’ difficile farmi un’opinione sul cucito italiano visto che non vivo li! Vedo il cucito in italia attraverso i miei blogs preferiti, gli articoli che leggo sul sito di Supercut e gli tessuti che compro quando vado in Italia o su Supercut. Credo che la mia visione del cucito italiano sia incompleto.

In Francia, tutto il mondo del cucito dilettante si é evoluto molto velocemente in cinque anni. Prima, si cuciva soprattutto per bambini ma adesso abbiamo la fortuna di avere molte designers che propongono un’ampia scelta di cartamodelli: é difficile di tenere il passo! C’é anche un programma telesivo “Cousu Main” che presenta una competizione di sarte e di sarti dilettanti.

Questo sviluppo strordinario ha un rovescio della medaglia. A volte ci sono forti tensioni tra gruppi di persone perche sono presenti vari modi di concepire il cucito dilettante. Per esempio, la questione di prferire Burda o le designers independanti può essere molto controversa e suscitare reazioni violente.

Immagino che questo tipo di radicalizzazione sia la logica conseguenza dello sviluppo di un microcosmo.

L’ultima cosa che posso dire a proposito dal cucito francese é che la moda ha un’influenza incontestabile sulla nostra manera di cucire. Seguiamo le sfilate e siamo e troviamo una vera fonte di ispirazione nei giovani creatori. Il marchio Sezane per esempio si è sviluppato in primo luogo piu velocemente presso le sarte collegate a Instagram, dopo ha conosciuto uno sviluppo strodinario in Francia.

Credo di non avere nient’altro da dire! A presto sarte italiane 🙂

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Merci Annie pour ce beau moment de partage de ton univers couture!
Grazie mille

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